Vitamina D e malattie autoimmuni

Vitamina D e malattie autoimmuni

25 Gennaio 2018 Redazione 0

Interessante meeting nell’Aula di Federfarma organizzato dall’AMMI, Tema dell’incontro su cui ha relazionato la specialista in endocrinochirurgia, Giusi Manuele, la Vitamina D e le patologie autoimmuni. Hanno introdotto la presidente, Antonella di Maggio, e la vice presidente , Ersilia Saverino, dell’AMMI, quindi l’intervento del Presidente dell’Ordine dei medici, Massimo Buscema, che partendo da propri ricordi formativi personali svolti in Inghilterra si è complimentato per la scelta dell’argomento. La vitamina D bassa nel sangue può avere diverse conseguenze, alcune di esse possono variare in funzione dell’età, della fase di vita dell’individuo e dello stato generale di salute. Se in una donna in menopausa ci può, ad esempio, essere un maggior rischio di osteoporosi, nei bambini una grave carenza di vitamina D può portare al rachitismo. Sono diverse le ricerche che hanno evidenziato l’importanza di un buon livello di 25-OH D3 nel sangue anche in altri processi. Adesso però cresce il numero di studi che ha dimostrato la loro funzione non solo nel metabolismo del calcio e nella formazione ossea, ma anche la loro interazione con il sistema immunitario, che non è sorprendente, dal momento che i recettori della vitamina D sono espressi in diversi tessuti, come cervello, cuore, pelle, intestino, gonadi, prostata, mammelle e cellule immunitarie, così come ossa, reni e ghiandole paratiroidee. Gli studi attuali hanno collegato la carenza di vitamina D con diverse malattie autoimmuni, tra cui il diabete mellito, la sclerosi multipla (SM), malattia infiammatoria intestinale (IBD), lupus eritematoso sistemico (LES) e l’artrite reumatoide (RA). Alla luce di tali associazioni, la vitamina D è un fattore estrinseco in grado di influenzare la prevalenza di malattie autoimmuni.

 

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