Ormai dobbiamo tener conto di… Dottor Google!

Ormai dobbiamo tener conto di… Dottor Google!

14 Novembre 2016 Nino Rizzo 0

L’81% degli italiani chiede a “lui” e solo il 9% ne parla con medico. Sembra paradossale ma le indagini sulla popolazione dicono proprio questo. Sappiamo tutti che oggi basta un click per trovare online informazioni su sintomi, diagnosi, malattie e cure. Ma quanto sono veritiere? Quanto affidamento danno i siti dove si naviga con eccessiva velocità e si acquisiscono dati, opinioni, pareri che non sono soggetti a nessuna verifica. E pensare che tutto questo avviene in un momento in cui la nostra medicina parla con giusta enfasi di Evidenced based medicine con non vuol dire come spesso si crede medicina basata sulle evidenze ma medicina basata sulle prove di efficacia. Eppure oggi l’81% di persone in Italia dichiara di rivolgersi ad Internet, e i più attivi con la tastiera sono i giovani al di sotto dei 30 anni (il 55% consulta il web con più facilità rispetto agli altri gruppi). Se nel 58% dei casi le ricerche in Rete soddisfano le esigenze degli internauti, solo il 9% di chi si informa online si confronta poi con il proprio medico. Per dovere di cronaca riportiamo i dati di una notizia ADNKRONOS ripresi da una indagine Medipragma presentata a Milano, in Regione Lombardia, alla seconda edizione di S@lute, il Forum dell’innovazione per la salute. La rilevazione è stata condotta su un campione rappresentativo della totalità della popolazione italiana. Ebbene, rispetto alle fonti di informazione consultate, troviamo al primo posto i social network (24%), seguiti da portali di informazione specializzati (19%), siti istituzionali (16%) e Wikipedia (12%). Agli ultimi posti, blog e siti dell’industria farmaceutica (8%), e siti di associazioni pazienti (4%). L’88% degli italiani intervistati afferma poi di non essere sufficientemente informato circa le prestazioni sanitarie cui ha diritto. E solo il 23% dice di essere a conoscenza dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea). Di questi, solo il 38% reputa l’aggiornamento come migliorativo. Mentre per la restante parte il sistema sanitario rimarrà immutato o peggiorerà ulteriormente. Dobbiamo subire questi dati e basta? Penso proprio di no, al contrario una maggiore comunicazione con i nostri pazienti non potrà che mantenere la loro fiducia nel nostro operato e semmai qualcuno, facciamo numerosi, andranno lo stesso da dottor Google, beh ci farà piacere quando ne parleranno innanzitutto con noi…

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