Medici e test rapidi per Sars-Cov-2: ecco le disposizioni e le normative

Medici e test rapidi per Sars-Cov-2: ecco le disposizioni e le normative

23 Novembre 2021 di: Angelo Milazzo 0

Le problematiche riguardanti la riammissione a scuola di bambini e ragazzi che si sono assentati a causa del covid-19 sono state sempre complesse, e le normative e le Disposizioni sono state spesso contraddittorie.
Un tentativo importante riguardante questa regolamentazione è stato realizzato dalla Regione Siciliana, con il Decreto Inter-assessoriale 1019/2020.

Il Decreto all’Art. 2, comma 2 così recita: “…le assenze individuali, anche con uno o più sintomi potenzialmente riconducibili a covid-19, secondo le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, devono essere giustificate con certificato del Pediatra o del Medico di Medicina Generale, se superiori ai 3 giorni per gli alunni 0-6 anni e, se superiori ai 10 giorni, per gli studenti di età superiori.
Ai fini del relativo conteggio sono escluse le giornate festive, salvo che l’assenza non prosegua nel primo giorno utile di lezione”. 

L’Art. 3 recita: “La certificazione di cui all’articolo 2 è redatta sulla base della complessiva valutazione clinica dell’attestazione dell’andamento sintomatologico da parte dei genitori…ed eventualmente, ove ritenuto necessario, sulla base dei predetti criteri, a seguito dell’esecuzione del tampone rapido su card, da prelievo rino-faringeo. Il test è eseguito direttamente dal Pediatra o dal Medico di Medicina Generale, secondo quanto previsto dall’Accordo nazionale per l’esecuzione dei test rapidi di accertamento del covid-19, da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri, ratificato in sede di Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 30 ottobre 2020, e non comporta oneri a carico dell’assistito”. 

Il Decreto quindi prevede ampia discrezionalità al giudizio del medico, da valutare caso per caso, per l’esecuzione del test rapido mediante il famigerato “tampone rino-faringeo”. Purtroppo da un paio di mesi l’Asp di Catania, causa carenza dei test, non li fornisce più ai medici, costringendo le famiglie ad eseguire il test a pagamento, oppure presso l’Hub vaccinale. Tuttavia, il recentissimo Accordo Regionale sottoscritto in data 16-11-2021, all’Art. 2 recita: “I PLS (pediatri di libera scelta) si impegnano su base volontaria ad effettuare tamponi antigenici nasali, anche a supporto della certificazione di riammissione in collettività, per favorire il rapido reinserimento a scuola. Tali tamponi saranno utilizzati anche per le attività già prevista dall’Accordo nazionale del 12-11-2020. La fornitura dei tamponi antigenici rapidi è assicurata ai Pediatri dal referente unico o dai referenti nelle sedi distrettuali, o nelle farmacie territoriali”.
Pertanto i Pediatri attendono la fornitura di tali test, che promettono di essere mini-invasivi e di utilizzo solo a livello nasale. Il Decreto Regionale 1019/2020 ha inoltre stabilito, da parte del genitore o di chi ne fa le veci, la sottoscrizione di una Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà  (Art. 46 D.P.R. 445 del 28-12-2000), da rendere al gestore di pubblico ufficio, e quindi innanzitutto al medico curante e da allegare alla certificazione di riammissione presso le Istituzioni Scolastiche (ai sensi dell’Art. 3 della L. n. 13 del 19-07-2019). 

In pratica, le certificazioni per il rientro a scuola sono due, una redatta dal medico curante e un’altra dal genitore. Quest’ultima è diventata essenziale nel caso, molto frequente, in cui il bambino non ha potuto frequentare per motivi familiari, per cattiva volontà o, comunque, senza aver presentato sintomi che potrebbero essere correlati al Covid-19. Il genitore deve dichiarare testualmente che non ha manifestato uno dei seguenti sintomi: febbre, brividi, tosse, dispnea, anosmia, ageusia, inappetenza, mal di testa, sintomi gastrointestinali, anoressia, astenia, stanchezza, dolori muscolari, malessere generale, faringite, rinorrea o intasamento nasale, congiuntivite.
Questa dichiarazione, i cui contenuti mendaci costituiscono rilevanti reati penali, vengono sottoscritti da molti genitori a cuor leggero, pur di evitare il famigerato “tampone”, considerato da tanti un grave traumatismo ai danni del bambino. Ci sono i genitori  “no-tampone”, come ci sono i no-vax, i no-green pass e i no-tutto. 

In realtà, si vanno accumulando evidenze scientifiche che suggerirebbero di limitare i tamponi a livello di screening e non di diagnosi. Studi autorevoli hanno dimostrato false negatività, in almeno il 50% di casi, che però si sono dimostrati positivi utilizzando metodiche corrette e test molecolari. Bisognerebbe anche limitarne la validità al massimo alle 24 ore, poiché un soggetto può infettarsi anche subito dopo l’esecuzione. Inoltre spesso il virus impiega giorni prima di raggiungere una carica tale da poter essere rilevata dai test rapidi.

 

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Angelo Milazzo

Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),


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