Cannizzaro, autotrapianto per ricostruire il seno

Cannizzaro, autotrapianto per ricostruire il seno

15 Marzo 2019 Redazione 0

Nell’unità multidisciplinare di senologia diretta dalla Dott.ssa Francesca Catalano viene effettuato questo tipo di ricostruzione. L’intervento si chiama DIEP (Deep Inferior epigastric Perforator) e consiste nel prelievo della cute addominale che viene mobilizzata insieme con l’arteria e la vena che nutrono il lembo cutaneo; i vasi epigastrici vengono anastomizzati ai vasi mammari interni mediante tecnica microchirurgica con l’ausilio di un microscopio operatore. Rispetto ai vecchi interventi ricostruttivi autologhi come il TRAM (Transverse Rectus Abdominis Musculocutaneous) non si sacrifica il muscolo retto dell’addome e l’outcome funzionale ed estetico è affatto simile ad un’addominoplastica estetica. L’intervento, eseguito da un equipe collaudata composta dal dott. Giuseppe Lombardo (chirurgo Plastico) la dott.ssa Roberta Giovinetto (chirurgo senologo) e con la collaborazione della dott.ssa Barbara Martino (specializzanda in chirurgia generale), è rivolto alle  pazienti mastectomizzate che hanno eseguito radioterapia o a pazienti giovani che rifiutano la ricostruzione con protesi. La riuscita dell’intervento è subordinata ad eventuali complicanze microvascolari secondarie a fattori di rischio relativi e assoluti come fumo, obesità,malattie autoimmuni e coagulopatie. Questo tipo di ricostruzione , anche se richiede più tempo in sala operatoria,  garantisce una migliore qualità della vita  alle pazienti mastectomizzate rispetto alla ricostruzione con protesi come altresì comprovato da un recente studio prospettico multicentrico  pubblicato sulla nota rivista americana JAMA Surgery (10.1001/jamasurg.2018.1677). Il seno ricostruito si comporta come una mammella naturale, ingrassa e dimagrisce con il resto del corpo e affronta i normali processi dovuti al trascorrere del tempo, senza una marcata differenza con l’altro seno. Questo tipo di ricostruzione, che viene eseguita in pochi centri in Italia, sottolinea l’importanza della multidisciplinarietà nel trattamento del ca mammario.e nel percorso di guarigione della paziente inteso come reintegro sociale,fisico e psicologico.

 

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