Angelo Milazzo
Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),
Email: milazzo@cataniamedica.it
Organo Ufficiale di Informazione e Formazione dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Catania
La malattia del legionario rappresenta la forma severa delle legionellosi, con polmonite. Nelle forme meno gravi l’esordio può essere insidioso: con febbre, malessere, artralgie e tosse lieve non produttiva. Il quadro radiologico non è patognomonico, potendo mostrare addensamenti alveolari focali, singoli o multipli, mono o bilaterali, con o senza evoluzione escavativa, oppure inizialmente un impegno interstiziale. La diagnosi richiede metodiche specifiche come la coltura su agar BCYE, il test dell’antigene urinario e la PCR su campioni respiratori, con radiografia del torace e TC ad alta risoluzione. L’antigene urinario rivela prevalentemente il sierogruppo 1.

Il razionale terapeutico si basa sulla necessità di farmaci con buona penetrazione intracellulare, preferendo soprattutto i fluorochinolonici e i macrolidi. La durata della terapia nei casi non complicati è in genere di 10-14 giorni.
L’Italia si conferma il Paese europeo più colpito dalla legionellosi. Nel 2024 sono stati notificati 4.617 casi, in aumento rispetto ai 3874 del 2023 e più del doppio rispetto ai 2.120 registrati nel 2020. In Europa l’87% dei casi riguarda persone di almeno 50 anni d’età e il tasso di notifica cresce progressivamente con l’età. Gli uomini over 65 rappresentano il gruppo maggiormente colpito.
La mortalità si aggira attorno al 9%.

Il microorganismo prolifera in sistemi idrici artificiali, come: torri di raffreddamento, impianti di climatizzazione, fontane decorative, vasche per idromassaggio e docce, soprattutto quando l’acqua ristagna e mantiene temperature comprese tra 25 e 42 gradi. L’inalazione di aerosol contaminato può provocare casi sporadici o focolai epidemici.
La Legionella rappresenta un rischio invisibile. Non altera necessariamente il colore o l’odore dell’acqua, non dà segnali percepibili da chi utilizza una doccia, un rubinetto o un impianto di climatizzazione. Un impianto idrico apparentemente funzionante può nascondere condizioni favorevoli per la proliferazione batterica: acqua stagnante, temperature intermedie, biofilm, incrostazioni, terminali poco utilizzati, serbatoi non controllati, ricircoli non bilanciati. Il rischio non nasce solo negli edifici “mal gestiti”, ma anche rimasti inattivi per un periodo, utilizzati in modo discontinuo o riaperti dopo una lunga chiusura.

Rappresentano situazioni di rischio: case delle vacanze riaperte dopo mesi, scuole dopo la pausa estiva, palestre chiuse per lavori, uffici utilizzati solo parzialmente. In tutti questi casi, l’acqua può essere rimasta ferma nelle tubazioni, nei serbatoi o nei terminali, creando condizioni favorevoli allo sviluppo della Legionella. Ospedali, RSA e strutture sanitarie sono ambienti particolarmente sensibili perché ospitano persone fragili o immunodepresse. In questi ambienti la prevenzione deve essere ancora più rigorosa, continua e documentati. Anche gli studi degli odontoiatri rientrano fra le strutture soggette a particolari norme di prevenzione.
Le Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi del Ministero della Salute, approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015, restano il riferimento nazionale principale. Il documento imposta la prevenzione su tre fasi fondamentali: valutazione del rischio, gestione del rischio e comunicazione del rischio. Successivamente, i D.Lgs. 18/2023 e D.Lgs. 102/2025 hanno rafforzato l’approccio alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano. Entrambi hanno rappresentato il recepimento della Direttiva UE 2020/2184.
La prevenzione della Legionella deve entrare stabilmente nella “cultura tecnica dell’edificio”. Così come si parla di sicurezza strutturale, efficienza energetica, prevenzione incendi, comfort acustico e qualità dell’aria indoor, si deve parlare anche di sicurezza dell’acqua negli edifici. La salubrità indoor non riguarda solo l’aria. Riguarda anche l’acqua. L’acqua negli edifici deve essere progettata, distribuita, controllata e mantenuta come una componente essenziale della sicurezza delle persone.

In ambito domestico il cittadino non può controllare l’intera rete idrica, ma può ridurre alcuni rischi nei punti terminali. Dopo assenze prolungate, è utile far scorrere l’acqua da rubinetti e docce, evitando di esporsi direttamente all’aerosol iniziale. Le docce dovrebbero essere attivate con regolarità. Soffioni, flessibili e rompigetto dovrebbero essere puliti e disincrostati. Vasche idromassaggio e dispositivi che nebulizzano l’acqua richiedono manutenzione, disinfezione e ricambio, secondo le indicazioni del produttore.
Dott. Angelo Milazzo, Medico Pediatra
Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),
Email: milazzo@cataniamedica.it
Catania Medica, bollettino ufficiale dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Catania, da anni svolge l’importante ruolo di fornire a tutti gli iscritti le novità e gli aggiornamenti della professione medica.

