Infezioni da Hantavirus Andes (ANDV)

Infezioni da Hantavirus Andes (ANDV)

18 Maggio 2026 di: Staff I-Press 0

L’ANDV è l’unico Hantavirus con trasmissione interumana confermata. Il contagio da uomo a uomo avviene mediante il contatto diretto con fluidi corporei, come sangue, saliva, secrezioni respiratorie. Gli operatori sanitari e i familiari di pazienti rappresentano le categorie con rischio maggiore. Si possono determinare cluster e diffusioni secondarie. La distribuzione geografica riguarda essenzialmente i Paesi dell’America Latina. I reservoir naturali sono i roditori, soprattutto le specie che vivono nei boschi e nelle aree rurali. Le manifestazioni cliniche costituiscono la Hantavirus Pulmonary Syndrome (HPS).

I sintomi sono: mialgie, febbre, cefalea, possibile progressione a insufficienza respiratoria. Si può determinare edema polmonare fulminante. La mortalità è del 30-40%, anche con supporto medico intensivo. A differenza di altri Hantavirus non si determinano manifestazioni emorragiche. (FEHR)

Il periodo di incubazione è molto variabile rispetto agli altri Hantavirus: 1-6 settimane. Si determinano viremia più intensa e maggiore concentrazione nei fluidi corporei, rispetto ai ceppi caratteristici di altre aree geografiche. Il virus è instabile in ambiente esterno ed è sensibile al calore e agli agenti disinfettanti.

La diagnosi clinica precoce è difficile. Si possono ricercare gli anticorpi IgM ed IgG specifici. Il metodo ottimale per il rilevamento si basa sulla RT-PCR. Le misure di controllo si basano sull’isolamento dei pazienti e sulla protezione del personale di assistenza e conviventi (DPI)

Il sospetto clinico deve insorgere nei confronti di pazienti con sintomi respiratori, provenienti dal Sud America. Fondamentale risulta essere il tracciamento dei contatti. La prognosi è decisamente peggiore, rispetto agli altri Hantavirus. Nonostante i casi recenti, gli ANDV rappresentano una minaccia infettiva significativa in Sudamerica, ma solo un’importante eccezione nel panorama degli Hantavirus globali.

Raccomandazioni delle Autorità Sanitarie

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato una serie di FAQ, dopo gli interventi di OMS, CDC e ECDC. Secondo l’ISS, il rischio per la popolazione generale europea resta molto basso. Analoga considerazione è stata elaborata dall’European Centre for Disease Prevention and Control. A tutt’oggi non risultano sul territorio italiano casi umani di infezione con manifestazioni cliniche. In ogni caso ISS e ECDC sottolineano che il virus: «non si trasmette facilmente» e che non sono attesi scenari epidemici diffusi. In particolare l’ECDC ritiene improbabile l’introduzione stabile del virus nella popolazione europea dei roditori e quindi la trasmissione ambientale nel continente.

In nostro Ministero della Sanità ha emanato una circolare in data 11 maggio 2026. In linea con le valutazioni degli organismi internazionali, il rischio di diffusione del virus viene considerato molto basso. Per i contatti ad alto rischio viene prevista una quarantena fiduciaria di sei settimane. La definizione di alto rischio include i passeggeri di una nave, ma anche i passeggeri di voli di durata di almeno 6 ore, seduti nell’aereo entro due file, in tutte le direzioni. A queste persone si prescrive di usare una stanza propria, mantenere almeno due metri di distanza dai familiari, non condividere stoviglie, arieggiare i locali. Per i contatti a basso rischio viene invece previsto solo l’automonitoraggio dei sintomi, come febbre, mialgie, cefalea. Il test molecolare PCR è considerato prioritario nei soggetti sintomatici. Per i soggetti asintomatici, i test eseguiti durante l’incubazione possono risultare falsamente negativi. Il Ministero intende individuare laboratori regionali di riferimento. I casi sospetti devono essere comunicati tempestivamente al Ministero della Salute corredati da una breve relazione epidemiologica, in attesa di una scheda dedicata nel sistema nazionale PREMAL.

Il 20 Maggio 2025, l’Assemblea dell’OMS aveva adottato il Primo Accordo Pandemico Globale con 124 voti favorevoli, nessun contrario e 11 astensioni, tra i quali quello dell’Italia. Nella dichiarazione ufficiale è stato scritto: «con l’astensione, l’Italia intende ribadire la propria posizione in merito alla necessità di riaffermare la sovranità degli Stati nell’affrontare le questioni di salute pubblica». In realtà l’accordo escludeva l’autorizzazione per l’OMS a imporre leggi o misure sanitarie agli Stati, come: lockdown, obblighi vaccinali o restrizioni ai viaggi.

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha definito la decisione «incomprensibile e non condivisibile», in una mozione approvata all’unanimità. La Società Italiana di Igiene ha espresso «stupore e perplessità».

Autore

Staff I-Press

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