Ebola: una epidemia “lontana”?

Ebola: una epidemia “lontana”?

10 Giugno 2026 di: Angelo Milazzo 0

Bundibugyo (BDBV) rappresenta il membro più recente del genere Orthoebolavirus. In passato aveva causato in Africa solo due focolai epidemici documentati: nel 2007-2008 e nel 2012. Il BDBV condivide con il più diffuso ceppo Zaire solo il 55-60% della sequenza nucleotidica. Questa differenza spiega perché i vaccini e le terapie sviluppate per il ceppo Zaire non offrono protezione efficace contro il BDBV. Come per tutti gli ebolavirus, i pipistrelli frugivori dovrebbero rappresentare il serbatoio naturale.

Dopo l’infezione iniziale, attraverso mucose o soluzioni di continuità cutanee, il BDBV infetta di preferenza:

  • monociti e macrofagi, che poi diffondono il virus in tutto il corpo attraverso il sistema linfatico e il sangue;
  • cellule dendritiche, la cui disfunzione impedisce la risposta T adattativa;
  • epatociti: causando necrosi epatica e coagulopatia;
  • cellule endoteliali: causando danno vascolare massivo, aumento della permeabilità, e, nei casi più gravi CID.
  • La tempesta citochinica che ne deriva rappresenta il principale meccanismo del danno d’organo multiplo. Spesso si riscontrano livelli elevatissimi di TNF-alfa, IL-6, IL-8, MCP-1.

Aspetti clinici

Il periodo di incubazione è di 2-21 giorni (in media 6-12 giorni). La malattia si sviluppa in fasi:

  • la fase prodromica può durare da 1-3 giorni ed è caratterizzata da febbre, astenia marcata, mialgie, artralgie, cefalea intensa, faringodinia. Ovviamente questi sintomi sono aspecifici e sono comuni a moltissime patologie infettive;
  • la fase acuta dura in media 3-5 giorni e viene caratterizzata da diarrea profusa acquosa, nausea e vomito, coliche addominali, rash cutaneo, mucosite;
  • la fase grave-tardiva può portare ad exitus e viene caratterizzata da manifestazioni emorragiche, shock ipovolemico, encefalopatia, insufficienza d’organo multipla.

Rispetto al ceppo Zaire, il BDVB tende a causare meno emorragie massive e maggiori sintomi gastrointestinali.

La diagnosi di certezza si basa su RT-PCR (entro 1-3 giorni dall’insorgenza dei sintomi) e sulla rilevazione di antigeni virali mediante ELISA. La determinazione di IgM ed IgG virali risulta essere meno sensibile nelle fasi precoci.

Nell’attuale epidemia il focolaio è rimasto non rilevato per settimane perché i test iniziali furono mirati al ceppo Zaire e risultarono negativi. Solo successivamente sono stati utilizzati pannelli virologici più ampi. L’epidemia in atto ha già interessato tre province e due Paesi, e anche zone con conflitti armati attivi. Le proiezioni del CDC statunitense prevedono entro tre mesi 20mila casi, con almeno 3mila decessi.

I vaccini disponibili da alcuni per Ebola ceppo Zaire non danno protezione crociata nei confronti del BDBV.

I vari anticorpi monoclonali neutralizzanti componenti del ceppo Zaire, non sono attivi contro il BDBV.

In assenza di terapie specifiche, si possono praticare esclusivamente terapie di supporto, come reidratazione aggressiva, correzione degli squilibri elettrolitici, gestione del dolore e dei sintomi, supporto emodinamico nel caso di shock.

L’OMS ha dato priorità alla valutazione clinica d’urgenza di tre presidi per i pazienti contagiati: MBP-134, Maftivimab, Remdesivir. Per la profilassi post-esposizione, l’Obeldesivir è stato indicato come il candidato prioritario.

Prevenzione

L’Oxford Vaccine Group ha dichiarato il proprio impegno per realizzare vaccini specifici. Le piattaforme mRNA, in particolare Moderna e BioNTech, possono teoricamente realizzare un vaccino da testare in poche settimane. Però i trial clinici in zone di conflitto richiedono almeno diversi mesi.

L’ECDC e il nostro Ministero hanno ribadito che per l’Italia e l’Europa in generale il rischio di diffusione rimane basso per diverse ragioni:

  • la trasmissione avviene solo per contatto diretto con fluidi biologici di persone sintomatiche;
  • la trasmissione non avviene per via aerea;
  • i sistemi di sorveglianza aeroportuali sono stati rinforzati;
  • il lungo periodo di incubazione (fino a 21 giorni) consente il monitoraggio dei viaggiatori provenienti dalle aree con epidemia;
  • il Ministro della Salute ha firmato un’Ordinanza il 29 Maggio 2026 (che è stata poi integrata da una specifica Circolare Operativa) introducendo misure obbligatorie, basate sul principio di massima precauzione. Le misure si applicano per tutti i soggetti che provengano dalla Repubblica Democratica del Congo o dall’Uganda, o vi abbiano transitato nei 21 giorni precedenti e fondamentalmente sono le seguenti;
  • i viaggiatori provenienti dalle aree interessate hanno l’obbligo di segnalare il proprio ingresso sul territorio nazionale. Debbono inviare una dichiarazione all’ASL di residenza o domicilio, entro 24 ore, anche in assenza di sintomi;
  • i vettori aerei, gli armatori marittimi, i gestori aeroportuali e tutte le autorità di sistema portualedevono fornire ai passeggeri provenienti da Congo e Uganda i moduli per la dichiarazione, prima dell’ingresso in Italia.
  • le organizzazioni governative e non governative che impiegano personale nelle aree colpite sono tenute a comunicare al Ministero della Salute i dati dell’operatore che rientra, l’itinerario del viaggio e i dettagli dell’ingresso in Italia;
  • se durante il volo una persona proveniente dalle aree a rischio dovesse manifestare sintomi compatibili con Ebola, dovrà segnalarlo immediatamente al personale di volo. L’aereo potrà quindi atterrare esclusivamente negli aeroporti sanitari di Fiumicino o Malpensa;
  • è attiva H24 la rete di sorveglianza epidemiologica nazionale (sistema PREMAL). I casi sospetti o sintomatici vengono immediatamente trasferiti in strutture di isolamento e biocontenimento d’eccellenza che in atto sono due, l’INMI Spallanzani di Roma e l’Ospedale Sacco di Milano. L’Istituto Spallanzani ha fornito alla Regione Siciliana il materiale per la formazione degli addetti alla gestione dei casi e dei sospetti.

Dott. Angelo Milazzo, Medico Pediatra

 

Autore

Angelo Milazzo

Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),


Email: milazzo@cataniamedica.it

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