Ancora sanità violenta in Sicilia

Ancora sanità violenta in Sicilia

17 Gennaio 2018 Redazione 0

Nell’ultima settimana aggrediti 3 infermieri nelle strutture ospedaliere palermitane, un medico e un ausiliario del P.S. di Caltanissetta, un medico dell’EST-118 a Patti. Non è più un problema di sanità ma di ordine pubblico. Il Sindacato Medici Italiani chiede un intervento del Presidente della Regione Nello  Musumeci e del Ministro dell’Interno Minniti.

Alla luce dei gravi episodi, dura la denuncia di Emanuele Cosentino, vice segretario regionale Smi Sicilia: “Non accenna a placarsi in Sicilia la spirale di violenza che coinvolge medici e personale sanitario ormai quotidianamente. Nell’ultima settimana sono stati aggrediti 3 infermieri presso alcuni Presidi Ospedalieri di Palermo e un medico e un ausiliario del P.S. dell’Ospedale di Caltanissetta. L’episodio più grave si è verificato nei confronti di un medico dell’Emergenza Sanitaria Territoriale-118 della postazione MSA di Falcone inviato per un soccorso in codice verde, quindi di scarsa gravità a Patti. Infatti, nella notte del 5 Gennaio il medico del 118 è stato proditoriamente aggredito dallo stesso paziente che stava soccorrendo, mentre i familiari dello stesso lo minacciavano e lo aggredivano verbalmente, con un pugno che gli provocava la frattura del setto nasale con conseguente copiosa epistassi e la lacerazione del labbro superiore. Il conseguente intervento dei Carabinieri, a loro volta aggrediti, che hanno avuto difficoltà a riportare l’ordine, ha permesso di completare il soccorso e il trasporto in Ospedale del cosiddetto “paziente” e dello stesso medico che ha avuto una prognosi di trenta giorni. A causa “dell’incidente” l’ambulanza del 118 è rimasta priva del medico per la restante parte del turno determinando una carenza assistenziale nei confronti di altri cittadini e difficoltà gestionali alla stessa C.O. 118 di Messina”. “Appare ormai evidente – aggiunge – che la spirale di violenza che negli ultimi mesi colpisce i medici e i sanitari siciliani, dalle Guardie mediche ai P.S. Ospedalieri e anche al 118, non accenna a fermarsi. Il Sindacato Medici Italiani chiede, pertanto, alle autorità preposte che lo Stato si schieri in maniera definitiva e netta dalla parte di chi garantisce il diritto costituzionale alla salute dei cittadini. Non è accettabile che il personale sanitario che per formazione rifiuta ogni forma di violenza sia a rischio in ogni intervento, in ogni minuto della sua giornata lavorativa”. “Al di là delle solite manifestazioni di solidarietà e comprensione – conclude Cosentino – è ormai necessario che vengano presi dei provvedimenti seri a difesa dei medici, e non solo, con una maggiore attenzione e presenza delle Forze dell’Ordine, attribuendo ai professionisti sanitari definitivamente lo stato di pubblici ufficiali nell’esercizio professionale, con le conseguenti misure previste dalla legge in questi casi, quali il fermo di polizia e la denuncia d’ufficio all’autorità giudiziaria per gli aggressori. Si è da tempo superato abbondantemente il limite della sopportazione, gli eventi si susseguono e si aggravano sempre più con una frequenza sempre maggiore, evidenziando quasi una forma di rassegnazione che non fa sperare ad una decisa risposta a tali atti inaccettabili. Lo SMI chiede un intervento immediato e deciso al Presidente della Regione Nello Musumeci e del Ministro dell’Interno Minniti che spezzi definitivamente questa tragica spirale”.

 

 

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