Ospedale di Acireale, più tecnologia nell’assistenza al paziente nefropatico

Ospedale di Acireale, più tecnologia nell’assistenza al paziente nefropatico

7 agosto 2018 Redazione 0

L’Unità Operativa di Nefrologia dell’Ospedale “Santa Marta e Santa Venera” punta sull’innovazione e l’informatizzazione dei processi per migliorare la gestione del paziente con malattia renale cronica e razionalizzare l’impiego delle risorse sanitarie. Gli elementi di novità sono tre: la cartella clinica elettronica nefrologica, la ricetta de materializzata e la deospedalizzazione delle terapie. Con la prima, grazie ad una strutturata gestione dei dati del paziente (anagrafica, patologie, farmaci, terapia dialitica, ospedalizzazioni ed esami di laboratorio) e ad un processo completamente automatizzato, il medico è in grado di avere un quadro completo, e sempre aggiornato, sulla situazione clinica del paziente. Con la ricetta dematerializzata è, invece, possibile verificare una serie di dati che vanno dall’appropriatezza delle prescrizioni alla rendicontazione diretta dei trattamenti dialitici. Entrambi i progetti sono stati realizzati insoursing, grazie alla sinergia fra l’UOC di Nefrologia, diretta dal dr. Giorgio Battaglia, e l’UOC Ingegneria informatica, diretta dall’ing. Salvatore Garozzo. Fondamentale, inoltre, nel potenziamento dei servizi è la deospedalizzazione delle terapie per la malattia renale cronica, che prevede la contestuale adozione di un sistema di tele-monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti a domicilio (peso, pressione, saturimetria di ossigeno ed eventuale glicemia). Le evidenze scientifiche a supporto di tali sistemi hanno indicato un miglioramento degli outcomes e della qualità della vita dei pazienti, con risvolti in termini di riduzione di ospedalizzazioni e aderenza della terapia farmacologica. In via di implementazione, inoltre, un nuovo sistema di monitoraggio in grado di identificare i pazienti a rischio di sviluppare la malattia renale cronica. Tale sistema elabora i dati presenti nell’archivio dei laboratori analisi della provincia, individua i pazienti asintomatici, allerta il medico nefrologo, riducendo così il fenomeno del “late referral” (ritardo nella diagnosi). Questo modello di prevenzione permetterà una significativa riduzione dell’incidenza e della prevalenza della malattia, con un notevole risparmio di risorse.

 

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