Molnupinavir e altri farmaci, nuove armi contro il Sars-Cov-2

Molnupinavir e altri farmaci, nuove armi contro il Sars-Cov-2

13 Ottobre 2021 di: Angelo Milazzo 0

L’azienda Merck ha annunciato il primo ottobre che avrebbe chiesto all’FDA l’autorizzazione in emergenza per il suo nuovo promettente farmaco orale contro il Covid-19: il Molnupinavir.
Si tratta di un nucleotide che opera con un “cavallo di Troia”, agendo come analogo alla citidina, alla quale si sostituisce nel corso della replicazione virale. Induce di fatto delle mutazioni dell’RNA virale che impediscono al virus di moltiplicarsi. Si tratta di un meccanismo comune a molti antivirali, come il Remdesivir, per esempio, che è un nucleotide analogo all’adenina.
Lo Studio, dopo aver dimostrato una riduzione del 50% del rischio di ospedalizzazione o di morte, è stato interrotto su raccomandazione di un comitato indipendente, perché i dati sono stati ritenuti sufficienti per ottenere l’autorizzazione all’uso clinico, da parte dell’FDA.

Anche 7 Centri italiani erano stati coinvolti nella ricerca e, tra questi, il San Martino di Genova. Anche il nostro Ente Europeo EMA sta valutando una procedura di “rolling review” che, generalmente, porta all’autorizzazione emergenziale. Molto probabilmente anche in Italia avremo a disposizione il farmaco, entro la fine dell’anno.

Anche l’azienda Pfizer sta portando avanti in fasi avanzate Studi su un inibitore di una proteasi, indicata per adesso con la sigla PF-07321332, che riesce a bloccare la replicazione del virus. Il farmaco viene studiato in pazienti a rischio elevato o medio di malattia grave, ma anche in situazioni di profilassi post-esposizione. Anche la pillola delle aziende Atea e Roche, AT527 (inibitore della polimerasi), è in fase 3 di sperimentazione. Potrebbe risultare necessario colpire il Sars-Cov-2 con due o tre antivirali, attaccandolo su più fronti contemporaneamente, come si fa ormai da decenni per l’infezione da HIV. Tutti questi farmaci in fase avanzata di sperimentazione si prospettano come facili da usare, per via orale, anche a domicilio.

Il dosaggio per Molnupinavir è di quattro pillole, due volte al giorno, per 5 giorni, entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. L’utilizzo del farmaco ha dimostrato di poter ridurre del 50% sia i ricoveri, sia la mortalità per Covid-19. Per il momento, nessun paragone è possibile con i benefici ottenibili con gli anticorpi monoclonali, tipo quelli della Regeneron, molto più efficaci, soprattutto nei casi più gravi. Bisogna capire che il farmaco non può rappresentare un’alternativa al vaccino. Il farmaco non previene la malattia, ma impedisce che evolva in stati gravi e che si sviluppi anche un long-Covid. Non dà nessuna protezione, nel tempo. Non esistono per il momento casistiche sui soggetti che, nonostante siano stati vaccinati, sviluppino la malattia. Ha indubbiamente il vantaggio dell’uso orale e di avere pochi effetti collaterali. I costi si prospettano elevati: negli USA 700 dollari, per un singolo ciclo di cura. La Merck, capace di produrre entro l’anno solo 10 milioni di confezioni, si dichiara favorevole a rilasciare licenze ad aziende di altri Paesi. Le indicazioni per il momento dovrebbero interessare soggetti sintomatici con almeno un fattore di rischio.

Autore

Angelo Milazzo

Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),


Email: milazzo@cataniamedica.it

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