Sicurezza in guardia medica, SMI propone accorpamenti dei presidi

Sicurezza in guardia medica, SMI propone accorpamenti dei presidi

22 Ottobre 2019 Redazione 0

Sabato 21 settembre si è svolto a Caltanissetta il Direttivo Regionale del Sindacato Medici Italiani. Erano presenti il Presidente Onorario Regionale SMI, Prof. Giansalvo Sciacchitano, il Segretario Regionale SMI, dr. Giuseppe Catania, il Tesoriere Regionale SMI, dr. Salvatore Vasile, il Coordinatore Regionale Area Odontoiatri SMI, dr. Domenico Catania, la responsabile della Continuità Assistenziale SMI, dott.ssa Maria Cipri, il responsabile dell’Assistenza Primaria SMI, dott. Sergio Lombardo e la responsabile FESPA, dott.ssa Ermelinda Luccarelli. I temi affrontati sono stati molteplici. Si è parlato inizialmente della specialistica ambulatoriale esterna e delle necessità di aprirla ai giovani piuttosto che incrementare i già ingenti budget delle ormai società convenzionate. Poi l’attenzione si è spostata sulla Continuità Assistenziale. La priorità è sicuramente la sicurezza e si è proposto l’accorpamento di più postazioni di Continuità Assistenziale in un singolo presidio, così che la presenza di 4 colleghi in sede (che lavorerebbero a coppia per eventuali visite domiciliari) possa garantire non solo una maggiore sicurezza ma permettere anche di lavorare qualitativamente meglio; si è proposto inoltre di limitare l’accesso diretto all’ambulatorio solo alla fascia oraria dalle 20:00 alle 24:00 per i turni notturni; dalle 24:00 alle 08:00 si effettueranno solo consulenze telefoniche (effettuata la consulenza, il medico a seguito della valutazione del caso decide se fornire indicazioni direttamente al telefono, invitare la persona a raggiungere l’ambulatorio, recarsi al domicilio del paziente o attivare il Numero Unico dell’Emergenza 112); questa limitazione non determina snaturamento del servizio nato come risposta alle richieste di visite domiciliari non differibili in assenza del medico di medicina generale. (Si rimanda a modello ATS Brianza – Monza – Vimercate) (Si rimanda a ART. 62 commi 4 e 5 e ART.67 comma 6 dell’ACN). Si è poi posto il problema dei medici di continuità assistenziale over 50 per i quali un lavoro che prevede quasi 90 turni annuali di notte sia contro-indicato; si è proposto quindi di ricollocarli alla Medicina dei Servizi dell’ASP per la quale la carenza di personale medico è certa. Infine si è parlato anche del compenso orario del medico di Continuità Assistenziale che oltre ad essere basso, non prevede indennizzo di lavoro usurante né di lavoro notturno. Tutte le tematiche saranno discusse con l’Assessore Regionale della Salute Avv. Ruggero Razza, così da poter ottenere obiettivi comuni per un’assistenza sanitaria sempre migliore del cittadino e per un lavoro sempre più sereno per noi medici.

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