Rizzo :”Medici di famiglia indispensabili nella lotta al tabagismo”

Rizzo :”Medici di famiglia indispensabili nella lotta al tabagismo”

13 Giugno 2017 di: Nuccio Sciacca 0

“Un massimalista ha circa trecento pazienti fumatori – ha spiegato il dottor Nino Rizzo, direttore ci CATANIA MEDICA, consigliere dell’Ordine e medico di famiglia – e le 4/5 visite annuali che fa per problematiche legate al fumo sono essenziali per intervenire sia in termini di cura che di tentativi di far smettere il paziente”. Rizzo si è detto convinto che “la formazione e l’informazione siano il cardine del coinvolgimento dei medici di medicina generale nella campagna antifumo in cui è impegnata la LIAF”. “Oggi c’è una colpevole assenza in questo campo di eventi che indichino percorsi formativi adeguati al MMG – ha concluso Rizzo – ed inoltre c’è bisogno accanto alla formazione di informazione come quella che si sta facendo in occasione di questo convegno, per condividere con la popolazione gli ultimi dati scientifici”. La ricerca, preceduta dall’inaugurazione dei nuovi cartelli “Policlinico Smoke Free”, dimostra che le emissioni da e-cig non provocano modifiche di parametri respiratori in soggetti non fumatori: nonostante i partecipanti siano stati esposti quotidianamente al vapore delle sigarette elettroniche per almeno 4 anni con un consumo medio di 3,1 ml di liquido al giorno, lo studio non ha rilevato cambiamenti nella funzionalità polmonare o nei marcatori dell’infiammazione delle vie aeree nel periodo di osservazione rispetto ai valori di base misurati 4 anni prima. Lo studio è stato presentato al Policlinico di Catania, nel convegno organizzato dalla Lega italiana antifumo (Liaf) al quale hanno partecipato Giovanni La Via, presidente della commissione Sanità del parlamento europeo, Lorenzo Spizzichino, della Direzione prevenzione sanitaria del ministero della Salute, Umberto Tirelli, dell’Istituto nazionale dei tumori di Aviano, Fabio Beatrice, dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, Lamberto Manzoli, dell’università di Ferrara, e Mario Girolamo Cardella, presidente dell’Unione nazionale consumatori Sicilia.  “Le e-Cig aiutano a smettere di fumare? Il nostro studio – ha spiegato Riccardo Polosa, docente di Medicina interna dell’università di Catania – risponde alla domanda sul grado di sicurezza della sigaretta elettronica per la salute degli utilizzatori, ma basta guardare le statistiche inglesi per avere la risposta. In un Paese nel quale l’uso della e-Cig è liberalizzato, i risultati per la salute pubblica sono evidenti sotto ogni aspetto, anche quelli legati alla cessazione del fumo”. Durante il convegno ‘Zero rischi’ organizzato dalla Lega italiana antifumo (Liaf), Polosa ha spiegato il metodo applicato alla ricerca: “Abbiamo selezionato un gruppo di utilizzatori abbastanza raro, perché composto da soggetti che non avevano mai fumato in vita loro. Si consideri che oggi una larghissima parte degli utilizzatori, tra il 96% e il 98%, sono ex fumatori”. “In Italia, rispetto al Regno Unito – ha sottolineato – sinora non si è creduto abbastanza nella sigaretta elettronica come una straordinaria opportunità per il miglioramento della salute pubblica. In Inghilterra è stata applicata una politica molto ferrea del controllo del tabacco con l’aumento delle tasse o l’uso di immagini sconvolgenti sui pacchetti di sigarette convenzionali, ma nel contempo – ha concluso Polosa – si è fatto in modo di non tassare le alternative al fumo di tabacco, favorendo così grosse migrazioni di fumatori verso le sigarette elettroniche”.

 

 

Autore

Nuccio Sciacca

Direttore responsabile


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