Nuvaxovid, il vaccino che potrebbe convincere tanti “esitanti”

Nuvaxovid, il vaccino che potrebbe convincere tanti “esitanti”

4 Gennaio 2022 di: Angelo Milazzo 0

Le prime dosi del vaccino anti-Covid-19 della Novavax potrebbero arrivare entro questo mese di gennaio 2022 e saranno riservate ad adulti che non si sono ancora vaccinati. E’ un vaccino di tipo “tradizionale”, a base proteica. Quindi potrebbe essere accettato con minori paure da parte di tanti soggetti fobici-ossessivi nei confronti dei vaccini “genetici”, a base di mRna messaggero.
Dopo il via libera dell’Ema, Ente Regolatorio Europeo, anche l’Aifa lo ha autorizzato come vaccino per le somministrazioni delle prime dosi, nei soggetti adulti. La speranza di tutti è quindi che riesca a fare breccia tra le paure dei quasi 6 milioni di italiani che ancora si sottraggono alla vaccinazione. Il vaccino, denominato Nuvaxovid, prevede un ciclo primario di due dosi: a distanza di tre settimane l’una dall’altra.
La realizzazione si è basata sulla tecnologia delle proteine ricombinanti, già usata da decenni per altri vaccini, come quello contro l’epatite B e il papillomavirus. Il vaccino contiene la proteina spike, che si trova sulla superficie del virus Sars-Cov-2, unita ad un “adiuvante”, in grado da stimolare la risposta immunitaria. Presenta pertanto delle analogie con i vaccini contro i virus influenzali, già in uso da molti anni nei soggetti più anziani. Contiene quindi già confezionato l’”arpione” che consente ai virus di agganciarsi alle cellule umane che è appunto la famigerata proteina spike che in questo caso è già sintetizzata e opportunamente modificata, a differenza di quanto avviene con i vaccini ad mRna, che invece la proteina la fanno produrre dal nostro organismo.

I dati ottenuti nelle sperimentazioni del vaccino Nuvaxovid, come rimarcato anche dalla Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa, hanno dimostrato una efficacia di circa il 90,4% nella prevenzione dell’infezione e del 100% per la prevenzione delle forme più gravi della malattia. Nelle persone ad alto rischio di sviluppare complicanze da Covid (con età pari o superiore ai 65 anni o con co-morbilità) il vaccino ha dimostrato un’efficacia del 91% nella prevenzione della malattia sintomatica. In particolare, ha dimostrato efficacia contro le varianti che destano preoccupazione (Voc) e contro le varianti di interesse (Voi). Ovviamente, sono ancora limitati i dati che riguardano la variante Omicron. I dati sulla sicurezza indicano come il vaccino sia quasi sempre ben tollerato. Sono stati segnalati dolori lievi o moderati nel sito di inoculazione, cefalea, affaticamento, dolori muscolari, quasi sempre in risoluzione entro 48 ore.
L’UE ha già prenotato 200 milioni di dosi, all’Italia ne spetteranno quasi 27 milioni, pari al 13,46% del totale. Nei primi mesi del 2022 ne arriveranno 27 milioni in tutta Europa e la tranche italiana sarà pari a 3,6 milioni. Anche l’Oms ha incluso il vaccino Nuvaxovid per “uso di emergenza”. Rappresenta quindi il decimo vaccino autorizzato dall’Oms e il quinto dall’Ema. La Novavax e le sue consociate hanno prospettato la produzione di un miliardo di dosi, nel corso del 2022.
Sono in corso Studi controllati in soggetti in età pediatrica. Vaccini a sub-unità proteiche, sia pure con profili di efficacia inferiori, sono già in produzione in Cina da oltre un anno e sono stati utilizzati su larghissima scala in tanti Paesi in via di sviluppo. Più efficaci si sono dimostrati gli analoghi vaccini cubani. In India si produce già da mesi il vaccino gemello Covovax, prodotto proprio su licenza della stessa Novavax.
Rispetto ai vaccini ad mRna, i vaccini proteici hanno il vantaggio di poter essere conservati per lunghi periodi, alle normali temperature dei comuni frigoriferi. 

 

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Angelo Milazzo

Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),


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