Modica, agricoltura sociale in psichiatria

Modica, agricoltura sociale in psichiatria

23 Settembre 2017 Redazione 0

Il Centro Diurno – U.O.C. Psichiatria Modica –  lunedì 25 settembre alle 17:30, dopo la pausa estiva, riprenderà il laboratorio per i bambini, organizzato in collaborazione con un gruppo spontaneo di mamme, che insieme ad i pazienti ed ai Volontari di Legambiente, ripuliranno le aiuole, imparando attraverso il gioco, l’importanza della raccolta differenziata.Il pomeriggio si concluderà, come sempre, con la merenda sociale aperta a tutti, pazienti, volontari e famiglie. «L’esperienza dell’Orto Urbano, nato dal protocollo d’intesa tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP Ragusa, il Comune di Modica, l’associazione di volontariato “Ci siamo anche Noi”, ed il Circolo di Legambiente “Melograno” di Modica, – afferma la dr.ssa Alessandra Barone –  Coordinatrice Centro Diurno – U.O.C. Psichiatria Modica –   è un esempio efficace ed innovativo di riabilitazione psichiatrica che diventa azione di utilità sociale, non solo per i partecipanti al progetto, ma per l’intera Comunità cittadinaIl progetto di agricoltura sociale “Coltiviamo Salute”, è una realtà che cresce: un orto urbano coltivato dai pazienti dell’Unità Operativa di Psichiatria di Modica e dai familiari dell’associazione “Ci siamo anche noi”, nello spazio urbano di via Aldo Moro a Modica. Diversi gli obiettivi raggiunti dal progetto, nato due anni fa: il reinserimento sociale e lavorativo dei Pazientattraverso le coltivazioni orticole ed il relativo Gruppo di Acquisto Solidale;  le attività di educazione ambientale mediante le visite didattiche per gli alunni delle scuole;  l’integrazione tra sanità e territorio attraverso il laboratorio di ortocoltura “ semini in città ” per mamme e bambini che insieme ai pazienti, curano le aiuole della piazzetta adiacente; la riqualificazione di un’area cittadina, inutilizzata ed improduttiva, che diventa fulcro sociale del quartiere grazie all’organizzazione di eventi ricreativi collaterali.» Da alcuni mesi, inoltre, grazie alla  collaborazione con la casa d’accoglienza per minori stranieri non accompagnati “Un raggio di sole”, l’orto urbano si è arricchito della presenza di quattro giovani migranti che svolgono attività di volontariato e formazione, coltivando l’orto insieme ad i Pazienti ed ai Familiari nel segno della vera integrazione comunitaria. 

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Redazione

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