Covid-19, variante Delta: aumentano contagi e ricoveri

Covid-19, variante Delta: aumentano contagi e ricoveri

3 Settembre 2021 di: Angelo Milazzo 0

La variante Delta di Sars-Cov-2 raddoppia il rischio di ricovero per Covid-19, rispetto alla variante Alfa. A confermarlo è un nuovo studio britannico, pubblicato su Lancet Infectious Diseases on line, in data 27 Agosto 2021. Sono stati analizzati più di 40 mila casi, confermati dal sequenziamento dell’intero genoma. Le epidemie sostenute da questa Variante, ormai nettamente prevalente in tutta Europa, rivelano il moltiplicarsi di: contagiosità, virulenza, gravità dei casi, capacità di costringere a ricoveri. Le visite di emergenza sono state 1,5 volte più frequenti rispetto alla variante Alfa e tutto ciò determina oneri maggiori a carico dei servizi sanitari. 

Anche un’indagine preliminare condotta in Scozia aveva dimostrato raddoppio delle ospedalizzazioni e manifestazioni cliniche più gravi. Ancora una volta viene confermato che la doppia dose di vaccino, a tutt’oggi, rappresenta una protezione molto valida contro le infezioni, soprattutto rispetto a quelle con manifestazioni cliniche più gravi. In questo studio i soggetti che avevano ricevuto una doppia dose di vaccino hanno rappresentato solo l’1,8% dei ricoveri, mentre quelli che avevano ricevuto una sola dose il 24%. Il restante 74,2% erano soggetti non vaccinati. 

Bisogna inoltre considerare che nel Regno Unito la grande maggioranza ha praticato Astra-Zeneca. Tutte le ricerche hanno dimostrato un’ulteriore migliore protezione da parte dei vaccini ad mRna messaggero, che ormai rappresentano la quasi totalità delle dosi che si somministrano in Italia. Pur tuttavia l’estrema contagiosità della variante Delta impone, ora più che mai, l’accurata disinfezione delle mani, l’utilizzo dei DPI e l’utilizzo costante di mascherine FFP2 e FFP3, ormai reperibili a costi molto bassi. 

Bisogna infatti considerare che ad agosto 2021, ben 1890 operatori della sanità sono risultati contagiati, con un incremento del 600%, rispetto ai mesi precedenti. I casi gravi e i ricoveri sono stati eccezionali. In massima parte sono stati colpiti infermieri (84%). Quasi tutti i casi sono stati asintomatici od oligo-sintomatici. 

Si potrebbe inoltre sperare che l’infezione asintomatica abbia un “effetto booster” di stimolazione delle risposte immunitarie, già determinate dalle vaccinazioni. Comunque, tale situazione conferma la necessità di una dose di richiamo (la terza, ndc), per tutti gli operatori della sanità. 

Viene inoltre confermata l’efficacia della copertura tra medici e infermieri, vaccinati per oltre il 98% con dose semplice, e per oltre il 95%, con doppia dose. Il personale sanitario deve essere coperto al massimo delle possibilità, anche per poter proteggere tutti i soggetti fragili da loro assistiti.

Dati ancora più confortanti riguardanti la protezione da vaccini vengono riportati da un altro studio, pubblicato l’1 settembre, sempre su Lancet Infectious Diseases, che però riporta dati aggiornati al 4 luglio, quando la variante Delta era già molto diffusa, ma non era ancora totalizzante. I dati hanno riguardato 1,2 milioni di persone, che hanno autoriferito la loro condizione, mediante l’App più utilizzata in UK. Tra gli adulti che hanno ricevuto due dosi, solo lo 0,2% ha riferito infezione “breakthrough”. Inoltre lo studio dimostra nei vaccinati una riduzione del rischio di ricovero di oltre i due terzi e indica come dimezzata l’evenienza di andare incontro al temibilissimo “long Covid”.

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Angelo Milazzo

Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),


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