Angelo Milazzo
Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),
Email: milazzo@cataniamedica.it
Organo Ufficiale di Informazione e Formazione dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Catania
La scabbia è un’infestazione cutanea il cui agente eziologico è l’acaro Sarcoptes Scabiei, variante hominis. E’un parassita umano obbligato, capace di scavare cunicoli nello strato corneo dell’epidermide, dove la femmina depone 2-3 uova al giorno, per tutta la sua vita, che dura mediamente 30 giorni. Il contagio avviene soprattutto per contatto cutaneo diretto. L’acaro sopravvive fuori dal corpo umano solo per 24-48 ore e quindi sono meno frequenti le modalità di contagio mediante oggetti o indumenti. Il sintomo essenziale è il prurito intenso, con tipiche esacerbazioni notturne. Compare dopo 3-4 settimane nella prima infestazione, dopo 24-36 ore in caso di re-infestazioni. Esiste una recettività individuale per l’acaro. Io personalmente sono stato re-infestato almeno 3 volte nel corso della mia ormai lunga attività professionale. I soggetti che sono allergici ad altri acari, tipo il Dematophaigoides Farinae e quello Pteronissimum, sviluppano un prurito particolarmente intenso. Negli adulti il volto e il cuoio capelluto sono risparmiati, mentre nei neonati e negli anziani l’infestazione può essere generalizzata.
La diagnosi è soprattutto clinica, basata sull’esame obbiettivo e sull’anamnesi, che deve indagare su altre condizioni pruriginose presenti in famiglia o in comunità. I cunicoli della scabbia consistono in sottili linee grigiastre e rilevate di 5-10 mm. Ormai ineludibile è l’utilizzo dei dermatoscopi e dei microscopi portatili, che consentono anche di fare foto e di conservare le immagini “magnificate”. Il trattamento deve coinvolgere contemporaneamente il paziente e tutti i soggetti che hanno avuto contatti stretti, soprattutto se conviventi, anche se sono asintomatici. Sono due i farmaci realmente efficaci.
La Permetrina crema al 5% deve essere applicata in tutto il corpo, ad eccezione del cuoio capelluto e l’applicazione deve essere ripetuta almeno dopo 7 giorni. Purtroppo il farmaco risulta talvolta mancante dalla distribuzione e sono state segnalate sempre più frequenti resistenze. L’Ivermectina come terapia orale è stata immessa in commercio in Italia solo dopo decenni di pressioni da parte di dermatologi, infettivologi e pediatri. Risulta sufficiente una singola dose, da ripetere dopo 7-14 giorni. In casi resistenti o di scabbia crostosa, si opta per l’uso simultaneo di permetrina topica e ivermectina orale. Il prurito può persistere anche per settimane dopo la guarigione, a causa del persistere di antigeni dell’acaro nella pelle.
Recrudescenza e problematiche sociali
Nel nostro Paese la scabbia sta vivendo una fase di recrudescenza senza precedenti. Dal 2024 è stato registrato un aumento notevolissimo dei casi, raggiungendo in alcune regioni picchi del 750% rispetto agli anni precedenti. Questa situazione ha fatto lanciare un allarme accorato da parte di Società Scientifiche, quali: SIDeMaSt (Società Italiana di Dermatologia), WHAD&P ( World Health Academy of Dermatology and Pediatrics), SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri). Le Società hanno anche realizzato un’importante conferenza-stampa nei locali del Senato della Repubblica.
Sono stati evidenziati dati che attestano che le categorie più colpite sono i bambini e gli adolescenti che frequentano le scuole e gli over 80 ospiti di RSA. L’impennata è stata particolarmente rilevante proprio nelle strutture di lungodegenza e nelle residenze per anziani. Anche l’overtourism con soggiorni in strutture ad alta rotazione ha favorito la diffusione dell’acaro. La scabbia è particolarmente frequente tra i migranti che approdano nel nostro Paese. Purtroppo persiste una sorta di stigma e molti pazienti ritardano la visita medica per vergogna, associando erroneamente la scabbia alla scarsa igiene. Questo determina il contagio di decine di contatti, prima di iniziare la cura. Bisogna inoltre considerare che moltissimi casi non vengono denunciati.
Le sempre più frequenti resistenze alla Permetrina impongono cicli di trattamento di almeno te giorni, da ripetere dopo 7 e 14 giorni. Questi trattamenti debbono essere necessariamente estesi a tutti i conviventi. Tutto questo determina un costo insostenibile per molte famiglie, anche perché solo poche Regioni italiane, come l’ Emilia-Romagna e il Trentino Alto Adige, erogano gratuitamente i farmaci necessari per curare la scabbia, peraltro seguendo indicazioni posologiche insufficienti per i malati. Ritengo pertanto rilevante la seguente dichiarazione della SIPPS. “Ci troviamo di fronte a una patologia infettiva di rilevanza nazionale, riconosciuta anche dall’OMS come patologia “negletta”, ma che nel nostro Paese continua a essere trattata come una condizione minore, quasi estetica, con un impatto sanitario ed economico sottovalutato”
Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),
Email: milazzo@cataniamedica.it
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