Recenti focolai di meningiti da Meningococco: processo patogenetico e vaccini

Recenti focolai di meningiti da Meningococco: processo patogenetico e vaccini

13 Aprile 2026 di: Staff I-Press 0

Le meningiti cerebrospinali epidemiche sono causate da Neisseria Meningitidis (Meningococco). Si tratta di batterio esclusivamente umano che colonizza il rinofaringe.

I sierogruppi si distinguono in base alla capsula polisaccaridica. I più importanti sono: A, B, C, W135, Y, X. La capsula è fondamentale per eludere il sistema immunitario, mentre i pili facilitano l’adesione alle mucose. La trasmissione avviene essenzialmente per via aerea.

Il processo patogenetico si sviluppa essenzialmente in quattro fasi critiche: colonizzazione, invasione ematica, superamento della barriera emato-encefalica e risposta infiammatoria (la lisi dei batteri rilascia endotossine che scatenano una massiccia produzione di citochine). Questa condizione causa: edema cerebrale, aumento della pressione endocranica, essudato purulento che avvolge il cervello e il midollo spinale.

La sintomatologia si basa su: iperpiressia, cefalea intensa, rigidità nucale, segni di Koernig e di Brudzinski e rash petecchiale. Se le petecchie evolvono in ecchimosi diffuse, bisogna sospettare una CID (Coagulazione Intravascolare Disseminata). La sindrome di Waterhouse- Friderichsen è caratterizzata da shock settico, collasso circolatorio ed emorragia massiva dei surreni.

La tempestività della terapia antibiotica è determinante per la sopravvivenza. Vengono spesso utilizzate cefalosporine di terza generazione per via iniettiva. Personalmente, ho sempre preferito nelle fasi iniziali il Ceftriaxone. Gli antibiotici rappresentano anche la profilassi precoce, da effettuare in tutti i soggetti che sono stati in contatto con ammalati e soggetti infettati. Personalmente, ho sempre avuto una preferenza per la vecchia Rifampicina.

Focolai recenti

Dal mese di marzo le autorità sanitarie britanniche (UKHSA) stanno gestendo quello che è stato definito un focolaio “senza precedenti”. L’agente eziologico è il Meningococco di tipo B.  Il cuore del focolaio si è verificato a Canterbury e in tutto il Kent. Sono stati accertati 35 casi e si sono verificati due decessi. La diffusione ha riguardato l’Università del Kent e alcune scuole superiori della zona. In atto la situazione appare sotto controllo, perché sono state praticate misure di profilassi dei contatti (oltre 2.500 persone). Sono state vaccinate migliaia di ragazzi della zona. Nel Regno Unito le vaccinazioni contro il Meningococco B vengono effettuate solo durante l’infanzia, senza alcun richiamo durante l’adolescenza. Questa è una condizione paradossale, se si pensa che il vaccino è stato precocemente adottato fin dal 2015. Solo la Regione Sicilia, prima in Europa, adottò più precocemente il vaccino: nel 2014. Il nostro calendario vaccinale nazionale prevede almeno 1-2 richiami durante l’adolescenza. Negli States la vaccinazione non fa parte neanche delle “consigliate”. Bisogna ricordare che il vaccino anti Meningococco B è frutto della ricerca italiana, che per prima utilizzò la tecnica della “reverse vaccinology”.

Il ceppo “inglese” è stato indicato con la sigla ST-485. La copertura con Bexsero, il vaccino massimamente utilizzato, si è ancora dimostrata anche in questo caso molto elevata, soprattutto per la predominanza della due varianti proteiche: fHbp peptide e NHBA peptide2.

Anche in Italia sono stati identificati recenti casi sporadici di Meningite tipo B. Due casi si sono verificati a Milano all’interno della Torre Gioia. A Genova tre casi gravi sono stati ricoverati al Policlinico San Martino, nel reparto diretto dal prof. Bassetti.

Il nostro Ministero della Salute ha tempestivamente fornito delle raccomandazioni, che hanno riguardato soprattutto i soggetti con storia di recente viaggio nell’area di Canterbury e del Kent. Queste prevedono per tutti i contatti stretti chemioprofilassi ed eventuale vaccinazione contro il meningococco B in soggetti non precedentemente vaccinati. Prevede inoltre osservazione per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione.

Meningiti da Meningococco: recenti focolai

Vaccinazione nell’ASP Catania

Nella nostra provincia la copertura anti-Meningo B nei bambini si attesta tra il 65 e il 67%. Questo valore è di circa 13-14 punti percentuali inferiore alla media nazionale e ben lontana dalla soglia di sicurezza del 95% indicata nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale. La Asp di Catania garantisce la gratuità anche per gli adolescenti, anche in co-somministrazione con altri vaccini. Ma l’adesione effettiva non supera il 60-65% anche in questa fascia d’età. Molti ragazzi vengono vaccinati solo in fase tardiva, in occasione di viaggi di studio o iscrizioni universitarie.

La nostra Regione aveva già emanato disposizioni, pubblicate nella GURS del 21 giugno 2024, riguardanti in particolare: “anti-Meningococco B in adolescenti: a partire dal dodicesimo anno e fino alla coorte di nascita del 2006, nei soggetti mai vaccinati, quando è prevista una schedula a due dosi…”. E inoltre: “nei soggetti già vaccinati con due o tre dosi in età pediatrica, a partire dal quindicesimo anno, viene disposta una schedula a due dosi con il vaccino disponibile (con estensione vaccinale fino al trentesimo anno).

Da alcuni mesi, per contrastare il calo delle coperture vaccinali nei più piccoli, l’ASP ha attivato l’accesso diretto. I genitori possono recarsi negli ambulatori durante gli orari di ricevimento per iniziare il ciclo, che include la protezione contro il Meningococco B. Inoltre, per agevolare gli studenti e i lavoratori, sono state confermate aperture straordinarie pomeridiane e di sabato mattina.

Sotto la Direzione Sanitaria del dott. Gianfranco Di Fede è stata ulteriormente implementata la strategia finalizzata all’incremento delle coperture vaccinali che si basa sui seguenti obiettivi: potenziamento delle aperture ambulatoriali – in particolare quelle pomeridiane e nel sabato mattina -, chiamata attiva per i soggetti inadempienti, istituzione di una equipe vaccinale di prossimità (scuole, RSA, ecc.), consegna presso gli ambulatori degli MMG-PLS dei vaccini, potenziamento delle attività di comunicazione, collaborazione con i punti nascita per facilitare i percorsi vaccinali, integrazione delle attività vaccinali all’interno delle Case di Comunità e nei PDTA.

Dott. Angelo Milazzo, Medico Pediatra

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