Risposta Editoriale

21 settembre 2016 Massimo Buscema

L’editoriale di Domenico Tempio su “La Sicilia” del 18 settembre u.s., sollecita talune doverose considerazioni la prima delle quali è quella di ritenere condivisibile buona parte delle argomentazioni del breve saggio, ma ciò che si mostra come una nota stonata e che genera, a dir poco, sconforto è la metafora proposta nel titolo.  “La Sicilia ammalata in mano a medici somari”, in specie a una lettura rapida e non approfondita, orienta erroneamente il lettore a credere che si tratti di un attacco alla competenza, alla conoscenza e alle abilità tecniche e non tecniche connesse alla pratica professionale dei medici siciliani; se da un lato l’Editorialista è riuscito a polarizzare l’attenzione del lettore con un titolo ad effetto, dall’altro spiace dirlo, oltre a recare un offesa alla fiducia collettiva, non ha di certo giovato all’immagine della categoria.

Il 2016 si sta chiudendo con una situazione di grande difficoltà per la “sanità” siciliana ed è arrivato il momento di costruire insieme con atti concreti una cura al sistema morente ove i medici, al pari dei cittadini, sono vittime e non responsabili.

I responsabili vanno ricercati aliunde !

Per il medico siciliano essere professionale, in un sistema ormai in agonia, è un gioco di equilibri e di dubbi continui. La direzione del comando e del coordinamento dell’ organizzazione lascia molto a desiderare e non può che essere questo il vero vulnus della sanità siciliana, altrimenti non si riuscirebbe a spiegare le tante acclamazioni di medici della Provincia di Catania alle più autorevoli cariche in seno alle più importanti società scientifiche, in vari ambiti specialistici, del nostro paese.

Non ci sono quindi medici “somari” nella sanità siciliana, vi è un sistema obsoleto, inadeguato inefficace e talvolta inefficiente che necessità di una ri-organizzazione in grado di raggiungere gli scopi previsti/programmati con un percorso virtuoso che dedichi particolare attenzione agli sprechi e al miglior utilizzo delle risorse umane, queste ultime magari collocate sulla base del principio, ideologicamente conosciuto ma in pratica ignoto, della meritocrazia.

Oggi, da parte di chi ha il dovere istituzionale di intervenire, ci auspichiamo un cambio di passo, con l’abbandono del metodo dei paurosi ricatti, dei concorsi bloccati ad hoc, delle paventate chiusure di ospedali, del sottodimensionamento di reparti e personale, nefasto approccio disutile e esclusivamente finalizzato all’esaltazione del mediatore politico di turno, spesso non competente in materia, che si fa avanti per promuovere (se stesso) la soluzione immediata: non fare nulla…

In questo difficile momento storico nel quale il Medico siciliano è costretto ad operare rimane consapevole dell’importanza degli atti che compie e continuerà a impegnarsi a esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento al fine di perseguire la difesa della vita e la tutela della salute fisica e psichica.

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Massimo Buscema

Dal 2011 il professore Massimo Buscema (specialista endocrinologo) è Presidente del Consiglio dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Catania.


Email: presidente@cataniamedica.it