Chirurghi ospedalieri lanciano allarme su formazione specializzandi

Chirurghi ospedalieri lanciano allarme su formazione specializzandi

23 agosto 2017 Redazione 1

“Che molte Scuole di specializzazione di Medicina abbiano rivelato che il sistema formativo post laurea sia in crisi è notizia che non ci stupisce. Sono anni che denunciano le carenze della formazione in ambito medico, anche sulla base di quanto ci viene riportato dagli specializzandi, in particolare in campo chirurgico”. Pierluigi Marini, presidente dell’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), commenta così per ADNKronos salute quanto emerso da organi di stampa, in merito all’irregolarità formativa di una Scuola di specializzazione su 10. “Gli specializzandi – spiega – troppo spesso non hanno l’opportunità di effettuare una vera pratica chirurgica e concludono il proprio corso di studi senza aver eseguito un numero di interventi chirurgici sufficienti a conseguire una adeguata esperienza”. “Aprire la formazione agli ospedali riconosciuti, con strutture e volumi adeguati – sostiene Marini – rappresenta l’unica soluzione per il futuro, prospettiva su cui Acoi si sta impegnando da tempo, e che consentirà di avere nuovi chirurghi competenti e cure sicure per i pazienti. Proprio per venire incontro alle esigenze di tanti medici che lamentano la mancata pratica, non avendo altri mezzi, Acoi ha creato delle Scuole che consentono una vera e propria attività chirurgica teorica e pratica. E’ dunque arrivato il momento che gli ospedali pubblici possano essere protagonisti della formazione degli specialisti, perché – sottolinea – solo attraverso una pratica laddove c’è l’eccellenza e gli adeguati volumi si potranno formare medici che garantiscono la qualità ela sicurezza delle cure”. E’ importante, però, che “non si ceda alla tentazione – conclude il presidente dell’Acoi – di usare gli specializzandi, che ricordo sono medici in formazione, soltanto per supplire alla carenza di organici ospedalieri. Acoi, di concerto con Agenas, è in grado di fornire al ministero della Salute un elenco delle strutture in grado di sostenere il carico formativo. Speriamo che la legge sulla riorganizzazione delle Scuole di specializzazione sia applicata nella correttezza e nella trasparenza, senza trovare facili scorciatoie, che metterebbero in discussione l’efficacia del piano formativo post laurea. Il nostro impegno per garantire una corretta formazione e una sanità pubblica sicura e di eccellenza è già in campo”.

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